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Filetto di maialino alle pesche di Leonforte e mandorle.

Ingredienti:

1 filetto di maiale da 300g; 1 manciata di mandorle pelate intere; 2 cucchiai di aceto di mele; 40g di burro; 1 spruzzata di brandy; 2 pesche di Leonforte; farina q.b.; fiori di timo fresco; olio, sale e pepe q.b.

Procedimento:

Tostare le mandorle pelate in forno per 10’ a 180°. Infarinare il filetto di maiale e rosolarlo in una casseruola di ghisa con olio, sfumarlo con il brandy, unire gli spicchietti di pesca e continuare la cottura per 5’ girando gli spicchietti ogni tanto per “lucidarli”. Contemporaneamente rosolare i dadini di un’altra pesca in padella con del burro, sfumare con l’aceto di mele e cuocerle per 10’; frullarle a cottura ultimata per ottenere una salsa omogenea. Prelevare il filetto dalla casseruola e se necessario, per restituirgli croccantezza infornarlo per 3’ sotto al grill a 200°. Servirlo con gli spicchietti di pesca sormontandoli sopra e con la salsa alle pesche come base. Guarnire qui e lì con fiori di timo e mandorle tostate.

Ricetta di Azzurra Drago e Sandro Rossino.

guarda il video qui:

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Cheesecake alla liquirizia, con pesche di Leonforte.

per la base: 250 g di biscotti alla liquirizia; 120 g di burro per il ripieno:; 350 g di formaggio cremoso (tipo philadelphia); 350 g di ricotta; 300 g di zucchero; 6 uova; 1 limone non trattato; q.b. di confettura di pesche.

per lo stampo: burro; pangrattato (finissimo).

per servire: q.b. di pesche sciroppate di Leonforte; q.b. di crunchy rice alla liquirizia.

 

Tritate finemente i biscotti e mescolateli al burro fuso, leggermente intiepidito. Stendete il tutto sul fondo di uno stampo con bordo amovibile (24 cm di diametro), imburrato e passato con il pangrattato (premete bene i biscotti sul fondo e livellate il più possibile). Refrigerate in frigorifero per 20 minuti. Lavorate il formaggio, la ricotta e lo zucchero in modo da ottenere un composto liscio e senza grumi. Aggiungete la buccia grattugiata del limone e le uova, una alla volta. Estraete lo stampo dal frigorifero e stendete uno strato sottile di confettura sulla base di biscotti. Versatevi sopra il composto cremoso ed infornate a 200 gradi per circa 50 minuti (il ripieno cremoso dovrà rassodarsi, assumere un bel colore dorato e staccarsi naturalmente dalle pareti dello stampo). Lasciate raffreddare completamente, decorate con le pesche sciroppate e le sfere di crunchy rice e conservate in frigorifero per almeno 6 ore prima di servire (ancora meglio se per un'intera notte). Servite ben freddo.


 

Girella alla marmellata di pesche.

Ingredienti: 5 uova; 2 tuorli; 140 gr zucchero semolato; 70 gr farina 00; 70 gr fecola; una puntina di lievito vanigliato bio (a piacere); buccia grattuggiata di mezzo limone; vaniglia (bacca o polvere); marmellata di pesche di Leonforte.

 

Preparazione:

Nelle planetaria montare per una ventina di minuti le uova e i tuorli (a temperatura ambiente) con lo zucchero, il limone e i semi della bacca di vaniglia. Nel frattempo setacciare la farina, la fecola e il lievito. Quando il composto di uova sarà montato, incorporare le farine con una spatola, molto delicatamente per non smontare il composto. Distribuire uniformemente sulla leccarda ricoperta da carta da forno e infornare a 175° per circa 15 minuti, il tempo di cottura dipende dall'altezza del pan di spagna. Quando è pronto sfornarlo e arrotolarlo subito aiutandosi con un rotolo di cartone ricoperto da carta forno e lasciarlo raffreddare. Srotolarlo delicatamente, distribuire la marmellata con una spatola senza schiacciare troppo e riarrotolare formando un cilindro. Lasciare riposare per un'ora e spolverizzare a piacere con zucchero a velo.

 

 

Spiedini di vitello, pesche di Leonforte, peperoni e cipolle.

Ingredienti per 4 persone: 500 g vitello; peperoni; cipolla rossa di Tropea; 3 pesche di Leonforte circa; vino bianco; olio.

Preparazione:

Tagliare mezza cipolla a fette grosse, fare lo stesso con qualche peperone, frullare mezza pesca e raccoglier il tutto in una terrina, unendo il vino bianco. Tagliare il vitello a cubetti e lasciarlo marinare per tre ore circa. Successivamente sgocciolare bene la carne e preparare gli spiedini, alternando fette di pesche, peperoni, cipolla e carne. Cuocerli sulla griglia ben calda, ruotandoli di un quarto di giro ogni 3’. Servirli subito aggiustando di sale e irrorando con un filo d’olio (o a piacimento servire con una salsina di yogurt ed erbe aromatiche, condita con olio e sale).

 


Torta alle pesche di Leonforte.

Ingredienti: 3 uova; 125 gr. di zucchero; 125 gr. di burro; 200 gr. di farina; 3 pesche di Leonforte; anice stellato; cannella a stecche; zucchero a velo; 1 bustina di lievito vanigliato.

  

Preparazione:

Sbattere i tuorli insieme allo zucchero ben bene. Aggiungere la farina e poi il lievito, continuare a sbattere aiutandosi con lo sbattitore elettrico. Ammorbidire sulla fiamma il burro e versarlo al composto, rimescolare. Sbattere tutto il preparato  per almeno 15 minuti finchè non sarà spumoso. Tagliare le pesche a fette, bollire dell’acqua in un pentolino, aggiungere un po’ di zucchero, cannella e anice stellato. Lasciare che le fette si ammorbidiscano  e scolarle dal liquido. Imburrare una tortiera o se si preferisce foderare lo stampo con della carta forno. Versare il composto, adagiare sopra le fette di pesca e cuocere in forno pre-riscaldato a 200° per 20 minuti.

A cottura ultimata sformare il dolce e spolverare con lo zucchero a velo aiutandosi con un colino.

Frittedda

(Frittella)

Ingredienti: Fave larghe di Leonforte verdi, 1 cipolla, Pancetta di maiale, Olio extra-vergine d’oliva, Sale, Pepe nero.

Procedimento: Friggete con olio extravergine d’oliva un poco di pancetta di maiale e cipolla. Dopo aver sbucciato le fave (verdi), aggiungere nell’olio già bollente le fave con un pizzico di sale e pepe nero. Lasciare cuocere il tutto a fuoco lento per venti minuti circa.

 

Maccu

Ingredienti: Fave larghe di Leonforte secche private della buccia, Cicoria, Finocchio selvatico, Pomodoro, Olio extra-vergine d’oliva, Sale, Pepe nero.

Ricetta siciliana fra le più tipiche e importanti della gastronomia di questa regione, è una sorta di purea di fave. Il nome deriva dal verbo “maccari” o “ammaccari” che significa schiacciare, pestare.

Procedimento: Mettere in tegame le fave secche già sgusciate aggiungendo un poco d’acqua, cicoria o finocchietto selvatico e pomodoro. Man mano che l’acqua si asciuga, aggiungerne altra lievemente riscaldata. Passati venti minuti, le fave cotte assumono l’aspetto di una purea. Aggiungete olio extravergine d’oliva. La pietanza cosi’ ottenuta si può usare o come zuppa, da mangiare preferibilmente con pane malfermo o come condimento per la pasta o per il riso.

 

Favi Pizzicati

Ingredienti: Fave larghe di Leonforte secche, Olio extra-vergine d’oliva, Sale Pomodoro tagliato a pezzettini Peperoncino Salsiccia di maiale (facoltativa).

Procedimento: Dopo aver tenuto a mollo le fave per circa dodici ore con abbondante acqua, togliere la parte superiore delle fave. Quindi metterle in una pentola a bollire per circa due ore. Mezz’ora prima della cottura aggiungere verdure aromatiche (finocchio selvatico, cicoria, sedano, ecc.) e un poco di pomodoro, un pizzico di sale, peperoncino ed olio extravergine d’oliva. A fine cottura, per arricchire ulteriormente il piatto, si può aggiungere un poco di salsiccia di maiale ridotta a pezzetti e fritta.

 

Favi 'ngriddi

 (Fave Bollite)

Ingredienti: Fave larghe di Leonforte secche, sale.

Procedimento: Piatto tipico del comprensorio ennese, a Leonforte si preparano in genere il 19 marzo e il 24 giugno, per le ricorrenze di (rispettivamente) S. Giuseppe e S. Giovanni.

Si mettono ammollo le fave secche con la buccia la sera precedente. L’indomani dopo aver cambiato l’acqua, si mettono a bollire. Si fanno cuocere fino a quando diventano morbide ma non scotte.

 

Fave Dorate

Ingredienti: 300 gr. di fave larghe di Leonforte (secche); 2 uova intere; Farina bianca; Pane grattugiato; Olio per friggere.

Procedimento: Ottime da gustare come stuzzichino sorseggiando un aperitivo, le “fave dorate” forniscono una formidabile prova della versatilità di questi legumi, e rappresentano un magnifico ponte fra tradizione e modernità.

Tenere a mollo le fave per circa dieci ore con acqua e sale; successivamente togliere la buccia. Impanare le fave nella farina, nell’uovo e nel pane grattugiato. Infine friggere nell’olio bollente.

N.B.: ricetta gentilmente concessa dal Sig. Bolletta Giorgio del ristorante “Tetto delle Marche” di Cingoli (MC), dove si possono gustare delle ottime “ fave dorate”.

Lenticchie nere con pauro tostato

Ingredienti: lenticchie nere, cipollotto, sedano, pomodoro, carote, 1 trancio di pauro tostato, Olio, Pepe, Sale

Esecuzione: Si mettono a cuocere le lenticchie in acqua fredda. Dopo un quarto d’ ora circa si aggiunge un battuto di cipolla, sedano, carota e pomodoro. Si può aggiungere anche qualche chiodo di garofano per aromatizzare ulteriormente. Il tutto si lascia cuocere per tre quarti d’ ora circa e alla fine si aggiusta di sale e pepe. Nel frattempo si taglia un filetto di pauro e si mette a cuocere in una padella con un filo d’ olio. Alla fine si mette un po’ di lenticcia in un piatto fondo, accomodandoci sopra il pesce che abbiamo precedentemente cotto. Si guarnisce con un goccino d’ olio.

Ricetta gentilmente fornita dallo chef Angelo Treno del ristorante “Al Fogher” di Piazza Armerina(EN).

 

Lenticchie nere con tonno e yogurt greco

Ingredienti: Lenticchie nere, Trancio di tonno, Yogurt greco, Olio, Sale, Pomodoro a pezzetti.

Esecuzione: Si fanno cuocere le lenticchie per mezz’ oretta a partitre da acqua fredda. Dopo un quarto d’ ora si aggiunge il pomodoro. Nel frattempo si taglia il tonno a piccoli dadini e si mette a cuocere in padella. A cottura ultimata si aggiustano le lenticchie di sale e si aggiunge il tonno. Alla fine si adagiano un po’ di lenticchie e tonno sul piatto e si guarnisce con un po’ di yogurt greco.

Ricetta gentilmente fornita dallo chef Carmelo Chiaramonte del ristorante “Il Cuciniere ” (Catania) .